PER CONOSCERCI DI PIU’: Gialdini s.r.l.

Vogliamo cogliere l’opportunità di questo periodo per accorciare le distanze, e conoscere di più i nostri sponsor. E’ un modo anche per esprimere l’apprezzamento per la strada percorsa e per l’aiuto che ci è stato dato. Cominciamo con Gialdini S.r.l., il negozio di Brescia che per il terzo anno consecutivo fornisce ai nostri atleti il noleggio gratuito dell’attrezzatura da sci da discesa (nella sezione SCI, trovate l’articolo E’ tempo di Gialdini!).

Parla Matteo, titolare con la famiglia Massardi del negozio che appartiene alla media-grande struttura di Brescia, e che ha 13 dipendenti.

Come state vivendo questo momento? “In maniera serena nel senso che comunque bisogna affrontare tutto cercando di vedere il bicchiere mezzo pieno. Anche ai miei ragazzi sto dicendo in questo momento di vederci sulle piattaforme come Skype. Parlare con i ragazzi del negozio fa sempre bene per aiutarsi ad affrontare la cosa in maniera tranquilla e per non farsi prendere dallo sconforto, per l’incertezza: non hai tempi, non hai scadenze, si vive alla giornata e non sempre è facile. Quello che dico anche a loro riguarda una mia convinzione personale: l’uomo ha tirato troppo la cinghia – nella mole di lavoro, nella qualità del lavoro, ecc. – producendo inquinamento sotto tutti i punti di vista, tanto stress e la natura ci ha pensato lei a fermarci. Questa è l’idea che mi sono fatto anche leggendo articoli, riviste, ecc.

Dico ai miei ragazzi di sfruttare questo momento per avere il tempo di fare cose che, nel periodo normale di stress lavorativo, non si riescono a fare: insomma di godersela anche un po’. Sappiamo che all’ospedale ci sono persone che muoiono o stanno soffrendo e quindi, noi che stiamo bene dobbiamo reagire. Per esempio dandoci delle nuove modalità organizzative: infatti ci colleghiamo tutti con il fornitore, per ciascun ordine importante, e ti dirò che riusciamo a lavorare in maniera migliore perché riusciamo ad essere concentrati, a coordinarci. Condividendo il mio schermo del computer, mi collego con il gestionale del negozio, ed è come se fossimo là a lavorare. Questa organizzazione è stata anche molto apprezzata dai fornitori, non solo da noi. Durante gli ordini escono così delle considerazioni che normalmente non avevano spazio e tempo per uscire.

Certo è che, a fronte di questi aspetti positivi, in generale gli aspetti negativi sono superiori, ma non bisogna farsi prendere dallo sconforto, altrimenti si rischia di vedere solo quelli: affrontiamo i problemi uno alla volta, dicono i miei consulenti, cercando di risolverli. Queste sono tutte cose affrontabili, e me lo dico quando penso che i veri problemi sono altri, quando il problema non è risolvibile.

E’ chiaro che il momento è difficile, perché noi abbiamo tenuto chiuso il negozio anticipando il decreto-legge 17 marzo n.18,  perché avevo capito la gravità della situazione e mi sentivo responsabile per 13 famiglie: penso che la vita sia più importante del fatturato; che prima bisogna bloccare l’epidemia che è più importante del fatturato perso. Poi il problema del fatturato c’è! Ho predisposto un piano per pagare i fornitori perché non si spezzi la catena e che la ruota dell’economia continui a girare per non creare un danno che poi ci torna contro. Il timore è quello di cosa succederà poi, quando ripartirà il motore. Da cittadino mi auspico che la ripartenza sia graduale per non ricadere nell’epidemia; però come imprenditore già so che gli incassi saranno graduali, abbiamo già pensato che l’estate avrà ritmi blandi e al di sotto dei nostri normali incassi e mi sto organizzando in tal senso, rivedendo le consegne e le forniture. Ma devo anche dire onestamente che tutti i nostri fornitori sono molto disponibili e con noi comprensivi perché sanno che non ci approfittiamo della situazione, e se chiediamo una mano è perché ne abbiamo bisogno; perché siamo tutti sulla stessa barca e dobbiamo remare tutti nella stessa direzione. Detto tutto questo, un saluto a tutti voi. Mi auguro che stiate tutti bene e che continuiate a stare bene e state in casa. Sono stufo di usare la bici da spinning per fare un po’ di movimento, ma non abbiamo alternative e un po’ di movimento va fatto!”.

 

di Sandra Vincenzi

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