PROGETTO SCIARE IN MANIVA

Sandra Vincenzi
23 Marzo 2015


Sono le 20.30 di sabato 14 marzo 2015 e all'Oratorio di Vobarno,
più di un centinaio di persone stanno cenando insieme: polenta, spiedo, formaggi, insalata e torte.
 E' la serata della cena sociale della sezione discesa della Polisportiva Vobarno e fra poco ci saranno le premiazioni


Tanti bambini – 25 quelli della Polisportiva – tanti genitori, e... spettacolo insolito, tanti bambini speciali – sono 9, anche loro atleti Polisportiva - con i loro genitori; infine maestri di sci con le loro famiglie. Ma le chiacchere, il brusio di voci e piatti, le esclamazioni di chi si saluta e si rincontra, l'andirivieni di chi serve, di chi si interessa se tutto va bene, le risa e le confidenze, non fanno pensare che stia accadendo qualcosa di insolito e di speciale... come se si fosse tutti in una grande famiglia. Qualche bambino sbadiglia, ma appena Silvia al microfono dà inizio alle premiazioni l'aria diventa subito frizzante e tutti si risvegliano e aspettano:..... tum-tum-tum sembra di sentire i piccoli cuoricini battere nell'attesa. E Silvia comincia “dagli amici del CO.S.MI.D.”, categoria speciale, che per il secondo anno concorre nel Trofeo T. Cunni di Slalom Gigante in Maniva: Giorgia, Gabriele, Marta, Mirko, Alessandro, Federico, Elizabet, Kristel, Gaia arrivano chiamati uno per uno, in posizione premio, e ricevono una bellissima coppa dalle mani dei loro maestri del Maniva (Derio Zubani ed Edoardo Lazzari) e un attestato della Scuola Sci Tre Valli. Gli apllausi si sprecano gioiosi, le acclamazioni insorgono sincere e calorose: Mirko innalza la coppa e poi prende il suo maestro Derio al collo e gli propina un grosso bacio sulla guancia davanti a tutti; Kristel è al colmo della felicità e torna al suo posto, mentre la mamma sorpresa da tanta novità non sa neanche lei se piangere o ridere. Gabriele è totalmente serio e partecipe nel suo gesto di portare ai maestri un piccolo dono dei genitori. Elizabet è tutta eletrizzata, ed ogni atleta vive questo momento a suo modo. Quel che è certo è che si tratta di momenti indimenticabili per tutti.

Le premiazioni continuano con le gategorie della Polisportiva – baby femmine, baby maschi, ragazzi femmine, ragazzi maschi, Dame e Barba - e la proclamazione del vincitore del Trofeo, secondo e terzo classificato, continua a raccogliere copiosi e calorosi applausi ed acclamazioni.

Ciò che rende uguali tutte queste persone, così diverse anche proprio dal punto di vista della “normalità”, è la passione per lo sci: disabili o no, sono tutti atleti della Polisportiva Vobarno. Tutti hanno fatto un corso in Maniva con la “Poli” - 25 i bambini del corso “normale” e 12 quelli del CO.S.MI.D. -; e tutti insieme hanno fatto la gara finale e concluso, non senza fatiche ed impegno, anche questa stagione invernale.

E' il secondo anno che il CO.S.MI.D., con l'aiuto della Polisportiva Vobarno, la Scuola sci Tre Valli, la Società Maniva Ski, riesce ad organizzare questa opportunità di sciare vicino a casa per i suoi atleti speciali.

Quest'anno, oltre a rinforzare ed approfondire i rapporti con la Polisportiva e con i maestri – che hanno caratterizzato il bel cima di tutta l'esperienza e della cena finale – si sono aggiunti 4 nuovi atleti speciali del CO.S.MI.D. con grande soddisfazione loro e dei maestri; inoltre tre atleti hanno fatto le lezioni durante la settimana e anche la loro esperienza è stata interessantissima e piena di soddisfazioni.

Ma ritorniamo alla serata. Dopo la premiazione della categoria CO.S.MI.D., la mamma di Federico e il papà di Giorgia raccontano in poco tempo la loro esperienza del Maniva davanti a tutta la platea. Tutti ascoltano. L'anno scorso altre due famiglie del CO.S.MI.D. hanno dato la loro testimonianza, e così di anno in anno si impara a conoscersi. Ricordo una mamma – la mamma di Agnese – che quest'inverno quando ci siamo riviste dall'anno scorso, mi ha detto che era stata importante la nostra testimonianza, perché l'aveva aiutata a capire di più l'importanza dello sci e le fatiche che si fanno, anche per la sua bambina.

Mi ritorna in mente una definizione di integrazione: “l'integrazione dei disabili è un percorso di vita che si intreccia con altre vite, ed è una dinamica che va avanti con il mondo”(N. Bobbio da Handicap Scuola, n.116, 2004).

E quelle domeniche in Maniva, quella serata, sono state proprio questo intreccio di vite diverse, che migliora la qualità della vita di tutti e dona dignità a ciascuno.

Ma ritorno alla serata delle premiazioni perché non sono mancati colpi di scena e momenti simpatici.

Dopo le premiazioni, Marta del CO.S.MI.D., che alla “settimana bianca” ad Andalo aveva iniziato a sciare col gruppo delle Gazzelle, ha recitato con loro un inno, davanti a tutti, che finiva così: …. “per noi lassù nel cielo, si è accesa una scintilla.” E così altra razione di applausi, fotografie, acclamazioni e sorrisi da tutte le parti.

Non posso poi non menzionare – perché è stato troppo simpatico, non solo perché mi riguarda – il trofeo aggiudicato, a conclusione di tutto, alla sottoscritta, che cita così: “Stampella d'oro 2015. Premio speciale allo sciatore più sfortunato” (per essere caduta ad Andalo riportando la rottura del crociato, ricostruito un mese fa). E così sono tornata a casa con tre stampelle, al posto di due.

Significativo quello che è successo dopo qualche giorno: un papà mi ha raccontato di essere stato fermato da una signora che lo ha salutato in paese. Tuttavia egli ha dovuto dichiarare il suo disagio dal momento che non sapeva riconoscere la donna in questione. E lei gli ha detto:” Ma tu non sei il papà di....(bambina speciale)”. - “Certo!” - ha risposto lui. “E io sono la mamma di... (bambino della Polisportiva) e ti ho visto alle premiazioni sabato, c'eravamo anche noi!”.

E così il mondo diventa più piccolo, e... meno pesante per tutti, quando i sorrisi e gli incontri ti ricordano di questo intreccio di vite: storie di singole famiglie (a loro modo tutte speciali); storia di un gruppo – Polisportiva Vobarno -; storie professionali di maestri di sci. E ci si sente accompagnati: per cominciare nello sci, perché questi intrecci dicono: “anche noi accompagniamo le vostre fatiche nel migliorare la qualità della vita ai vostri figli”. E nello stesso tempo sono sicura di sentire dall'altra parte un coro di voci che dicono: “la vostra presenza nel nostro gruppo migliora la qualità anche della nostra vita, anche del nostro gruppo sportivo”.

E così ci si sente meno soli, e “più normali”!


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